Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

25.07 - Agenzie su Alemanno e meritocrazia

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 PDL: SALATTO AD ALEMANNO, NON BASTA INVOCARE DEMOCRAZIA

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - «La cronaca del dibattito avviato a Orvieto da Gianni Alemanno è certamente un momento di riflessione che non può non coinvolgere tutto il Pdl». È quanto scrive l'eurodeputato del Pdl-Ppe, Potito Salatto, sul sito di Generazione italia, sottolineando che «ormai va di moda chiedere agli altri la meritocrazia, la democrazia interna, i congressi eccetera». «Mi domando, altresì, perchè poi i richiedenti - si chiede - non siano consequenziali con se stessi. Nella fattispecie la Giunta Alemanno è frutto di meritocrazia? Le liste del Lazio (e non solo) sono frutto di meritocrazia o piuttosto di parentopolicrazia? Le decisioni amministrative sono conseguenza di una complessiva riflessione all'interno di un partito, ammesso che questo esista a Roma e nel Lazio? Le nomine nelle aziende rispondono a rigidi criteri di specifica professionalità? Quando si chiede di svolgere i congressi, si hanno chiare le idee sulle modalità degli stessi? Quale ruolo viene svolto dai quadri periferici locali (per esempio i Municipi), veri protagonisti della ricerca del consenso sul territorio? È vero che Berlusconi ha una capacità mediatica indiscussa, ma siamo sicuri che i voti a lui attribuiti non siano anche la risultante dell'impegno dei militanti del Pdl (ex Fi ed ex An)?». «Coinvolgere - spiega Salatto - significa discutere, mediare posizioni dialetticamente contrapposte. La regola invece che prevale sui territori (non solo romani e laziali) è quella o con me o contro di me con conseguente emarginazione dei mancati yes man tanto vituperati».(ANSA). COM-DTM 25-LUG-10 13:26 NNN
 
PDL: SALATTO AD ALEMANNO, MERITOCRAZIA NON VA INVOCATA MA PRATICATA I LEADER NON POSSONO ESSERE PRIGIONIERI DI CORRENTI O FEDELISSIMI
Roma, 25 lug. (Adnkronos) - "Ad Alemanno, al quale voglio bene come lui dice di volerne a Fini, dico: forza Gianni, fai anche tu un passo avanti dimostrando apertura e capacita' di coinvolgimento. Il Sindaco di Roma non puo' limitarsi a essere prigioniero di una sua corrente o di suoi presunti fedelissimi. La politica, quella vera, specialmente quando si rappresentano momenti istituzionali importanti, richiede la piu' ampia apertura mentale possibile per essere, non solo per il titolo che si ricopre, un vero leader". E' quanto scrive sul sito di Generazione Italia l'eurodeputato del Pdl-Ppe, Potito Salatto. In particolare, l'eurodeputato si domanda, mentre, anche a Orvieto, all'incontro della 'Nuova Italia', "va di moda chiedere agli altri la meritocrazia, la democrazia interna, i congressi eccetera", perche' "poi i richiedenti non siano consequenziali con se stessi. Nella fattispecie la Giunta Alemanno e' frutto di meritocrazia? Le liste del Lazio (e non solo) sono frutto di meritocrazia o piuttosto di parentopolicrazia"? E poi, prosegue l'europarlamentare, "e' vero che Berlusconi ha la capacita' mediatica indiscussa, ma siamo sicuri che i voti a lui attribuiti non siano anche la risultante dell'impegno dei militanti del Pdl (ex Fi ed ex An)?" "Coinvolgere - spiega Salatto - significa discutere, mediare posizioni dialetticamente contrapposte. La regola invece che prevale sui territori (non solo romani e laziali) e' quella 'o con me o contro di me'". E ancora: "Tutti auspichiamo l'unita' del partito attraverso un chiarimento definitivo tra Berlusconi e Fini, ma questo non basta se ai livelli locali ognuno tenta di trovare un suo spazio come fanno i bambini con i genitori separati. La politica, quella vera, ha bisogno di uomini maturi, consapevoli delle proprie responsabilita' e non solo di quelle altrui". (Pol/Gs/Adnkronos) 25-LUG-10 13:44 NNNN