Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

21.08 - Intervento su Generazione Italia su evasione fiscale

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 Promuovere azioni efficaci e immediate, preventive e punitive, sull’evasione fiscale

Nell’approvare completamente l’appello di Fli alle opposizioni per un cartello unitario di emendementi da presentare in occasione dell’approvazione della Finanziaria, desidero soffermarmi su un argomento in particolare: “Promuovere azioni efficaci e immediate, preventive e punitive, sull’evasione fiscale”.
Il nostro è certamente un Paese strano. Ho iniziato il mio percorso politico nel lontano 1963 iscrivendomi alla sezione Dc “Delle Vittorie” di Roma. Per dieci anni ho ricoperto il ruolo di consigliere comunale della capitale, per lo stesso periodo sono stato consigliere regionale del Lazio e da due anni sono europarlamentare. Durante tutto questo periodo ho sempre sentito parlare, da partiti di maggioranza e di opposizione, di lotta all’evasione fiscale con toni ultimativi e perentori. Oggi, però, continuiamo a essere il Paese con il più alto numero di evasori.
Ma ci vuole tanto a capire che culturalmente e storicamente da noi evadere il fisco è considerata una necessità, un po’ per l’esorbitanza delle tasse inflitte ai cittadini, un po’ perché lo Stato è percepito come un nemico rapace dal quale difendersi? E allora non bastano i proclami, è necessario provvedere drasticamente per acquisire fondi adeguati al superamento dell’attuale drammatica crisi che investe non solo l’Italia.
Perché, dunque, non introdurre anche da noi il sistema contributivo americano, che prevede la detrazione totale delle spese effettuate (dal caffè in su) in modo da costringere chi offre un servizio o una prestazione a dover emettere relativo scontrino o fattura per consentire al contribuente di allegarli alla dichiarazione dei redditi per la conseguente detrazione dal reddito percepito? Altro che rivoluzione copernicana: vi immaginate quanti esercizi commerciali, quanti professionisti sarebbero necessariamente costretti a dichiarare introiti e redditi?
Devo dire, con molta onestà, che spesso nella mia carriera politica ho avuto modo di avanzare una tale proposta e ogni volta ho assistito a cambiamenti di argomento da parte dei miei più autorevoli interlocutori. Nessuno di loro, inoltre, mai mi ha spiegato perché non fosse possibile porre in essere questa sostanziale riforma.
Mi auguro che stavolta qualcuno, più esperto di me in materia economica e di finanza pubblica sappia rispondermi, se necessario anche negativamente.
Ps: Mi permetto di sottolineare che in America l’evasione fiscale è punita con la galera…