Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

20.06 - Intervento su Generazione Italia su Bossi e Berlusconi

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 Bossi&Berlusconi vivono nel mondo dei sogni

Grazie al berlusconismo in crisi, le più evidenti contraddizioni si susseguono senza ritegno e adesso coinvolgono anche Bossi. Può infatti un ministro della Repubblica come il leader del Carroccio sollecitare i suoi elettori a prepararsi alla secessione proprio nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia?
Si può continuare a sostenere questo Governo dopo che gli italiani hanno chiaramente fatto intendere che sono stufi di vedere irrisolti i loro problemi? Si può, nello stesso tempo, affermare che alle prossime elezioni politiche non è detto che si mantenga l’attuale alleanza con il Pdl di Berlusconi? Non sono forse queste contraddizioni a regalare il Paese alla sinistra? In quale mondo irreale vivono Bossi e Berlusconi? La gravità di questi comportamenti richiede la massima attenzione da parte delle istituzioni democratiche perché è ormai certo che l’Italia va accelerando sempre più su una china autodistruttiva sotto l’attonito sguardo dell’Europa e non solo.
Come possiamo immaginare di promuovere una ripresa economica dell’Italia con investimenti esteri di fronte a tanta progressiva instabilità? Come realizzare quella politica del rigore richiesta da Bruxelles senza una solida coesione del Governo? Come decidere, nell’ambito di questo ineludibile rigore, di scegliere i settori da sostenere per riaprire le porte ai giovani disoccupati e alle imprese sempre più in difficoltà? L’autorevole appello del Santo Padre in tal senso è illuminante.
Ancora, come possono fidarsi gli italiani a votare nuovamente Berlusconi e Bossi avendo chiaramente compreso che la irrazionale caparbietà dei due non consente vie d’uscita politiche all’attuale e sempre più disastrosa situazione istituzionale, economica e sociale? Bossi e la Lega non si salveranno certo dando vita a una «Repubblica di Salò» in stile XXI secolo. E Berlusconi, quanto resisterà asserragliato nella sua «Casa Rosada»?
Per fortuna, ancora una volta sarà il popolo italiano in massa e ancora di più quel ceto moderato riformista tradito nelle sue aspettative a fare a meno dei suoi satrapi. Spero, questa volta, senza spargimento di sangue ma per effetto del buon senso.
Al termine di queste sintetiche considerazioni vorrei dunque fare una domanda a quanti in buona fede sono coinvolti nell’attuale Pdl: non è forse giunto il momento di fermarsi responsabilmente a riflettere e a far riflettere i leader con un sussulto di orgoglio e dignità degno di una vera classe dirigente? Per il bene dell’Italia non posso che sperare in una risposta positiva.