Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

29.03 - Intervista ad Affaritaliani.it

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 Salatto: “Tornare sui territori o Fli rischia la dissoluzione”

di Fabio Carosi
 
Il silenzio su parentopoli e affittopoli “mette in imbarazzo”. E poi il nodo cruciale: “Come è possibile chiedere il consenso se non si danno risposte ai territori”. Quindi la grande paura: “Se non c'è una ripresa dell'attività politica e un cambio di marcia, Fli rischia di dissolversi”.
Potito Salatto, “capitano di lungo corso della politica romana”, ora europarlamentare e da qualche giorno coordinatore di Fli per la provincia di Rieti, sceglie Affaritaliani per elencare tutti gli ostacoli nella lunga corsa delle elezioni amministrative, primo vero appuntamento con gli elettori per Fli e guado da movimento politico a partito strutturato. Tanto per cominciare il posizionamento: “Dove non riusciremo a presentare liste nostre, l'alleanza naturale è col Terzo Polo – spiega Salatto – oppure organizzare liste civiche. La terza possibilità è un'alleanza col Pdl ma non col Pd”.
Onorevole, lei ha proposto l'introduzione delle primarie anche nel centrodestra per superare dalla base l'attuale legge elettorale. Che senso hanno?
“Semplice: ricreare una classe dirigente partendo dal territorio, diversamente sarà difficile che la gente ci voti. Oggi è in corso una caccia spietata ai ruoli interni per esibire i gradi al momento in cui si comporranno le liste. Questa legge è vecchia e non possiamo denunciarlo solo a parole, per questo la dobbiamo superare con le primarie. Se non facciamo questo rischiamo di ripetere tutti gli errori del Pdl”.
Andiamo per gradi. Fli ha nominato come coordinatori provinciali Foglietta a Frosinone, La Starza a Viterbo, Barbaro a Latina, La Morte a Roma, De Angelis per la provincia di Roma e lei a Rieti. Ora cosa accadrà?
“Il nostro è un lavoro temporaneo, dobbiamo guidare i circoli verso i congressi che si terranno dal primo maggio al 31 luglio che dovranno costruire la nostra classe dirigente”.
Ma così vi sovrapponete alla campagna elettorale e alle elezioni?
“Infatti a mio avviso è un errore. Ho già proposto di rinviare l'appuntamento a fine estate”.
Detta così non sembra che abbiate le idee molto chiare....
“Dopo Milano è evidente che Fli qualche problema ce l'ha. C'è qualche preoccupazione perché nel Lazio non riusciamo a crescere. E questo perché abbiamo difficoltà ad apparire nuovi. Ripeto, il partito si è chiuso in se stesso perché in troppi cercano una legittimazione dai titoli”.
Insomma, un apparato. E poi?
“Non è così, per favore. Fli per dimostrare di essere una novità deve rispondere a due esigenze: intanto avere un ruolo attivo nella costruzione del Terzo Polo in alternativa al Pd, poi rompere il silenzio assordante sul territorio e avere una posizione sugli scandali di affittopoli e parentopoli. Non ci si può presentare come il partito della legalità senza avere una posizione chiara su questi temi”.
Senta onorevole, per il congresso il consiglio nazionale ha votato un regolamento bizzarro. Intanto il voto via mail, poi la soglia del 20 per cento per la presentazione dei candidati. Considerato che avete 5000 iscritti ufficiali nel Lazio e che un candidato ne deve avere almeno mille, gli altri dove le trovano?
“Qualcosa che non funziona c'è, come l'autocertificazione delle firme. Lei si immagina cosa potrà accadere? Ci stiamo lavorando”.
Nel frattempo?
“Io a Rieti faccio le primarie così rompo lo schema”.