Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

18.02 - Intervento su Affaritaliani

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 Salatto: “Fini? Mortificato dalla miopia di pochi. E Fli è un partito diviso in due fazioni”

La convention di Milano di FLI era attesa con interesse ed entusiasmo dagli iscritti al nuovo Partito e ha dato vita a un articolato e proficuo dibattito politico. Ebbene, a causa dei contrasti interni che si sono verificati e dell’organigramma che ne è derivato rischia, ingiustamente, di cadere nel vuoto. Il motivo? L’irrigidimento delle posizioni, un atteggiamento di alcuni ritenuto da me, e non solo da me, assolutamente incomprensibile.
Nel succedersi degli oratori, due linee sono emerse con sfumature sottilmente diverse ma tutto sommato non assolutamente antitetiche. Da una parte considerazioni emotivamente antiberlusconiane, dall’altra sostanzialmente non filoberlusconiane: entrambe contrarie a un PDL gestito da Berlusconi con la differenza che le prime (quelle antiberlusconiane) sembrano essere pronte anche a dar vita a un Comitato di Liberazione Nazionale pur di far cadere il satrapo; le seconde desiderose di riaffermare la collocazione di FLI in una destra del centro che spera, una volta arrivati alla successione di Berlusconi, di poter ricompattare tute le anime del centrodestra per evitare un successo elettorale della sinistra in presenza di una completa disarticolazione dei moderati.
Affidare solo a una parte (la prima) la gestione complessiva del partito è, a mio modesto parere, un errore di valutazione strategica. Assegnare poi all’onorevole Della Vedova, persona che stimo e rispetto, la funzione di capogruppo FLI alla Camera può fare apparire il partito su posizione laiche o laiciste che invece non hanno grande radicamento fra i nostri iscritti ed elettori. Questo dato, peraltro, può creare problemi all’UDC e certo non agevola i già difficili rapporti con la Chiesa e quei sostenitori cattolici che pur costituiscono il valore aggiunto del consenso ex AN.
Io mi auguro che la saggezza e la lungimiranza del presidente Fini, al quale sono legato da stima, amicizia e affetto, sappiano compiere un’azione di mediazione intelligente che restituisca una sostanziale e auspicata unità del Partito tutto, senza lasciare spazio a inutili e dannose tifoserie al nostro interno. Fini ha grandi meriti storici che non possono e non devono essere mortificati dalla miopia politica di alcuni, pochi, interessati solo all’affermazione delle loro tesi a danno degli altri che pure hanno contribuito con grande difficoltà alla costruzione di un riferimento adeguato per i moderati scontenti della gestione berlusconiana del PDL.