Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

04.02 - Ansa, Omniroma, Dire su pari opportunità

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 COMUNI:ROMA;DONNE FLI,INTRODURRE DOPPIA PREFERENZA DI GENERE

 (ANSA) - ROMA, 04 FEB - ''Introdurre la doppia preferenza di genere nei Comuni che andranno alle elezioni amministrative di primavera e alle elezioni per Roma capitale del 2013, per poi estendere tale opzione alle prossime consultazioni regionali, nazionali ed europee''. E' la proposta lanciata da Paola Guerci, responsabile Pari opportunita' di Fli Lazio, che oggi ha riunito presso la Camera dei deputati oltre 100 donne appartenenti ai quadri territoriali di Futuro e liberta'. Il modello proposto (''una sorta di antidoto al velinismo imperante'') e' quello della Campania: per ogni preferenza espressa per un uomo, se ne deve esprimere una per una donna. ''I numeri parlano chiaro - sottolinea Guerci - le donne impegnate in politica sono ancora pochissime e a Roma ancora meno, visto che solo tre sono consiglieri comunali e appena una assessore. Di piu': nessuna e' a capo di una municipalizzata o di una grossa azienda parastatale e nel Lazio ci sono giunte comunali e provinciali senza nemmeno una donna assessore''. L'eurodeputato Potito Salatto, coordinatore di Fli a Roma, annuncia che portera' all'attenzione della commissione Affari costituzionali dell'Europarlamento lo strumento della doppia preferenza di genere, affinche' sia introdotta alle prossime europee. ''L'Italia - dice Salatto - non puo' piu' permettersi di figurare al 74esimo posto nella classifica del Global Gender Gap del World Economic Forum. E' una questione di democrazia''.(ANSA). Y5J-ST 04-FEB-11 19:04 NNN  

Omniroma-ROMA CAPITALE, FLI: «DOPPIA PREFERENZA DI GENERE DA ELEZIONI 2013» 

(OMNIROMA) Roma, 04 FEB - Dopo l'azzeramento della Giunta da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno la presenza rosa in Campidoglio si è quasi del tutto annullata. A difendere le quote rosa nella Giunta del Colle Capitolino è rimasto il solo e confermato assessore alle politiche sociali Sveva Belviso. Ma la situazione delle donne nei posti dirigenziali nella politica, nell'amministrazione, nella scuola, nell'università e negli enti pubblici italiani non è certo migliore. Della poca rappresentanza femminile nella società civile se ne è discusso questo pomeriggio nell'incontro «Doppia preferenza di genere: più donne per l'Italia, più donne in politica» organizzato dalle donne di Generazione Italia - Fli Lazio che si è svolto nella sala della Mercede. Al convegno sono intervenuti l'europarlamentare e coordinatore romano di Fli, Potito Salatto e la responsabile pari opportunità di Generazione Italia Fli - Lazio , Paola Guerci. «La nostra proposta è quella di introdurre la doppia preferenza di genere nei comuni che andranno alle elezioni amministrative di primavera e alle prossime elezioni per Roma Capitale del 2013 - ha detto Guerci - le donne impegnate in politica sono ancora pochissime e a Roma ancora meno, nessuna è a capo di una municipalizzata o di una grande azienda. La situazione al Comune di Roma è pesante e nei decreti attuativi deve essere inserita la doppia preferenza di genere perché, le donne rischieranno di sparire dall'aula Giulio Cesare dalle prossime elezioni. O il milione di donne di Roma non sono in grado di ricoprire questi ruoli oppure le donne hanno bisogno di strumenti per farsi valere purchè poi ci sia il merito». Salatto ha invece annunciato: «porterò all'attenzione della commissione affari costituzionali del parlamento europeo lo strumento della doppia preferenza di genere affinché sia introdotta anche nelle prossime elezioni europee perché l'Italia non può più permettersi di figurare al 74esimo posto nel mondo. A Roma la situazione è chiara». Secondo quanto riportato da Fli i numeri delle donne nell'amministrazione hanno un saldo negativo: solo il 14% delle grandi città italiane hanno un sindaco donna, le assessori sono il 21,9% e i direttori generali un tondo 0%. Per quanto riguarda le provincie le percentuali sono 7,7% di presidenti e il 19,8% di assessori mentre nelle regioni ci sono 9,1% di governatrici e il 20,3% di assessori. Peggio ancora sono le percentuali dei comuni medi e piccoli: nei capoluoghi le donne al comando sono l'8% mentre per i non capoluoghi sono il 9,7%. Ma dove le donne hanno una rappresentanza nelle alte sfere risibile è alla guida degli enti pubblici: su 61 censiti ci sono il 12,1% di direttori generali e nemmeno una presidenza al femminile. flo 041747 FEB 11 
 

(LZ) LEGGE ELETTORALE. FLI: INTRODURRE DOPPIA PREFERENZA GENERE

"DONNE SONO ANCORA POCHISSIME, ANTIDOTO AL 'VELINISMO'".

(DIRE) Roma, 4 feb. - "Introdurre la doppia preferenza di genere nei comuni che andranno alle elezioni amministrative di primavera e alle elezioni per Roma Capitale del 2013, per poi estendere tale opzione alle prossime consultazioni regionali, nazionali ed europee". Lo chiede in una nota Paola Guerci, responsabile delle Pari opportunita' di Fli Lazio, che oggi ha riunito presso la Camera dei Deputati oltre 100 donne appartenenti ai quadri territoriali di Futuro e Liberta'.
"I numeri parlano chiaro- aggiunge- le donne impegnate in politica sono ancora pochissime e a Roma ancora meno, visto che solo tre sono consiglieri comunali e appena una assessore. Di piu': nessuna e' a capo di una municipalizzata o di una grossa azienda parastatale e nel Lazio ci sono giunte comunali e provinciali senza nemmeno una donna assessore".
Per questo motivo, "chiediamo l'introduzione della doppia preferenza di genere, come gia' fatto dalla Regione Campania che, cosi', ha visto raddoppiare di numero le donne elette. La doppia preferenza di genere e' uno strumento di maggiore contatto con i cittadini, che diversamente dalle 'quote rosa' fa scendere le donne sul territorio evitando che siano cooptate dall'alto. È una sorta di antidoto al velinismo imperante in grado di ripristinare l'autorevolezza delle donne in politica".
L'eurodeputato Potito Salatto, coordinatore di Fli a Roma, ha invece annunciato che portera' "all'attenzione della commissione Affari costituzionali del Parlamento Europeo lo strumento della doppia preferenza di genere affinche' sia introdotta anche nelle prossime elezioni europee". L'Italia, ha sottolineato Salatto, "non puo' piu' permettersi di figurare al 74esimo posto nella classifica del Global Gender Gap del World Economic Forum. Sia chiaro: non e' una questione di rivendicazione personale delle donne, ma una questione di democrazia". (Com/Ekp/ Dire) 17:25 04-02-11