Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

23.09 - Intervento su Generazioneitalia.it su casa Fini

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 L’Italia è in difficoltà. E c’è chi pensa a una casetta a Montecarlo…

 
di Potito Salatto*
 
Quanti chiedono le dimissioni dell’onorevole Fini da presidente della Camera per spiegare le questioni della casa di Montecarlo, dovrebbero anche domandare le dimissioni di tutti gli inquisiti, presidente del Consiglio in testa, per meglio difendersi in giudizio. Senza scudi o scorciatoie, ma da semplici cittadini come gli altri. Lo afferma uno come me che nel 1994, con lettera scritta, ha abbandonato la politica attiva per 15 anni per poi essere assolto con formula piena dall’accusa di un semplice abuso d’ufficio che sarebbe stato commesso mentre ero assessore regionale del Lazio. Con quali esiti? Sono stato eletto nel 2009 parlamentare europeo con circa 80 mila voti di preferenza. Segno che certi gesti, alla fine, pagano. Mi auguro che su questo tema Feltri e Belpietro aprano un dibattito sulle prime pagine dei loro quotidiani.
Al di là di tutto ciò, mi chiedo: c’è qualcuno, soprattutto chi ha responsabilità di governo, in grado di rendersi conto che mentre si parla da mesi di intercettazioni, lodo Alfano, processo breve eccetera il Paese continua a essere attanagliato da una crisi economica grave, da una disoccupazione galoppante che travolge i giovani, da imprese che chiudono i battenti? Ma davvero si pensa che con il voto di fiducia del 29 settembre tutto finisca e il Paese possa riprendere un suo cammino di serenità e fiducia, ovvero le uniche condizioni necessarie per l’uscita dal tunnel della crisi economica e finanziaria? Perché non ci si chiede come mai all’Italia, in Europa, sono state assegnate solo due ambasciate di secondo valore (Albania e Uganda)? Non è forse questo il risultato di un’improvvida politica estera che ci vede partner primario con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi, circostanza che genera una comprensibile diffidenza nei nostri alleati occidentali? Peraltro, questi rapporti hanno fruttato o no nostri investimenti produttivi nei due Paesi? Sarebbe, in tal caso, interessante sapere quali imprese italiane hanno ottenuto reali vantaggi, visto che Confindustria in primis si lamenta dei risultati di questo Governo.
Ecco, queste sono le domande alle quali si dovrebbe rispondere. E non confondere le acque chiedendosi chi è il proprietario di un piccolo appartamento a Montecarlo.
 
*eurodeputato del PPE e coordinatore romano di Generazione Italia