Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

30.09 - Articolo su Generazione Italia

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 “O tempora o mores”

 
Dov’è finito quel Paese nel quale bastava un avviso di garanzia per doversi dimettere da ogni incarico istituzionale e affrontare, non senza sacrifici personali e familiari, il giudizio della magistratura che, spesso, dopo anni e anni sentenziava assoluzioni complete?
Dove è più quel Paese nel quale autorevoli governi con ampie maggioranze parlamentari, si dimettevano, per sensibilità politica dopo uno sciopero generale?
Che fine ha fatto quel Paese nel quale un partito come la DC reagiva alle elezioni in Consiglio Nazionale del Prof. Stelio Valentini solo perchè genero di Amintore Fanfani?
Che fine ha fatto quel Paese nel quale la donna aveva una riconosciuta dignità e la sua femminilità era avvolta da un provocante mistero, in un’epoca nella quale i gossip riguardavano solo i frequentatori della “Dolce Vita” romana?
Dove sono più quei magistrati che silenziosamente, con grande umanità e professionalità, esercitavano con equilibrio la loro delicata funzione giurisdizionale?
Dove è più quell’Italia apprezzata e ammirata nel mondo intero per le sue peculiari caratteristiche che ci consentivano, quando andavamo all’estero, di essere invidiati e rispettati?
Che fine hanno fatto le imprese di quel “Made in Italy” tanto richiesto ed apprezzato a livello mondiale?
Con l’attuale legge elettorale, chi ha più visto i nostri parlamentari nazionali occuparsi del territorio, degli elettori, dei loro problemi quotidiani, piccoli e grandi, esprimendo solidarietà e impegno alla soluzione degli stessi intervenendo per superare le lungaggini burocratiche che attanagliano i comuni cittadini?
Tutte queste domande dobbiamo porcele non per insignificanti atteggiamenti nostalgici ma perchè dopo le prossime elezioni, che mi auguro si possano svolgere il prima possibile, chiunque dovesse vincere avrà il difficile compito di ricostruire un Italia moralmente, socialmente, economicamente, politicamente distrutta in questi ultimi anni.
Senza restituire autorevolezza alle istituzioni, senza rinvigorire moralità pubblica e privata, legalità e professionalità politica, nessuna ripresa è immaginabile per superare l’attuale drammatica crisi economica e di valori che sembra sempre più caratterizzare l’intero Occidente.
Quell’Italia cofondatrice dell’unità europea che ruolo sta svolgendo per rendere compiuto quel sogno europeo che ha coinvolto ed entusiasmato intere generazioni e che ora sembra svanire per la caparbietà di alcuni stati membri interessati solo a egoistici obiettivi nazionali?
Sono e resto in FLI perchè convinto che i Terzo Polo tutto, lui sì, possa rappresentare al meglio queste sfide ponendosi come punto di riferimento di quell’elettorato moderato ed allo stesso tempo riformista che fuori da ogni schematismo ideologico superato dalla storia, cerca interlocutori politici  affidabili.
In tal senso, dobbiamo avere la capacità di sollecitare quel 40% di astensionisti a farsi carico anche loro dei problemi sopra descritti e ad esercitare il loro diritto-dovere di elettori scegliendo al meglio chi saprà affrontare concretamente questa non più rinviabile ricostruzione del nostro Paese.
Lo dobbiamo a noi stessi e alle nuove generazioni che attendono, ormai da tempo, un segnale di cambiamento che ridia fiducia nel loro futuro.
I nostri Padri lo fecero mettendo in gioco, spesso, anche la loro vita. Facciamolo anche noi, uomini e donne, mettendo in gioco la nostra dignità, le nostre carriere ed il nostro amore per la Patria: L’Italia e la nostra storia lo meritano!