Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

28.08 - Articolo su Generazione Italia su prospettive in Libia

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 L’Italia recuperi il suo ruolo internazionale

Ciò che sta avvenendo nel Nordafrica non può e non deve essere sottovalutato. Le rivolte democratiche che sono esplose in Tunisia, Egitto e Libia fino alla Siria dimostrano che ha preso il sopravvento una nuova cultura rappresentata dai giovani di quei Paesi, che sono i due terzi della popolazione, schiacciando vecchie e obsolete tradizioni. Questo sta a indicare che uno spirito di orgoglio nazionale accompagnerà inevitabilmente il processo di cambiamento di nazioni dirimpettaie a noi europei e soprattutto, per ragioni geografiche e politiche, a noi italiani.
La conferenza di Parigi sulla Libia che avrà luogo l’1 settembre deve capire che la posta in gioco supera di gran lunga quella libica. L’Italia, dunque, dovrà sapersi attrezzare politicamente e diplomaticamente per riscoprire un suo ruolo primario in tutto lo scacchiere del Mediterraneo. È finita l’epoca dei rapporti personali ed economici intrattenuti con i dittatori di quei Paesi spesso corrotti e specializzati nell’accumulare ricchezze personali a danno dei propri cittadini. La partita dovrà invece avvenire con governi locali e con popolazioni consce delle proprie possibilità e delle loro ricchezze territoriali: sarà più complesso, ma senz’altro più stimolante.
Quale membro della commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, di una cosa sono certo: non possiamo consentire che l’asse franco-anglo-tedesco, con tradizioni imperialiste mai sopite del tutto, si renda preminente ed esclusivo. Dobbiamo, strategicamente, coinvolgere tutta l’Europa e farla riflettere sulla concreta possibilità di instaurare rapporti economici, politici, culturali e sociali con tutti i Paesi che affacciano sul Mediterraneo immaginando, com’è evidente, che questo scacchiere acquisterà sempre più importanza nei nuovi scenari ed equilibri mondiali che ormai avanzano inesorabilmente.
Abbiamo industrie leader nei loro settori di competenza. Dobbiamo sostenerle per adeguati investimenti in quel nuovo mercato che sarà il Nordafrica realizzando rapporti più intensi di cooperazione. Per fare tutto ciò abbiamo bisogno di un governo forte e credibile, di ministeri degli Esteri e dell’Economia autorevoli e affidabili, senza atteggiamenti di superbia o sentimenti di superiorità. Questo sarà il vero confronto con la realtà di un domani non certo lontano. Dipenderà dalla capacità dei nostri politici saper cogliere le nuove opportunità offerte da questa inaspettata evoluzione che potrebbe ridare all’Italia un rinnovato ruolo europeo e prospettive di crescita economica fino a ieri inimmaginabili.
Noi di Fli, forti dell’esperienza del presidente Gianfranco Fini, già autorevole ministro degli Esteri del nostro Paese e già presidente del parlamento Euromediterraneo, abbiamo tutti i presupposti per sollecitare all’interno del Terzo Polo una linea politica internazionale adeguata ai tempi. Una linea in grado di farci uscire da quell’atavico provincialismo che ci fa chiudere in noi stessi con una crescente emarginazione anche all’interno dell’Ue.