Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

25.07 - Intervento su Generazione Italia su Terzo Polo

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 Il Paese ha bisogno di riconciliazione


L’ampia ed entusiastica partecipazione alla recente manifestazione del Terzo Polo svoltasi a Roma conferma la volontà di proseguire sulla linea di un’effettiva omogeneizzazione delle posizioni espresse da Fli, Udc, Api e Mpa. Si tratta ora di dare seguito senza indugi all’individuazione di temi programmatici concreti per la ripresa economica del Paese e alla costituzione di organismi organizzativi locali unitari, per consentire alle reciproche classi dirigenti di perseguire obiettivi comuni.
I documenti approvati nei congressi di Fli che si sono tenuti a Viterbo, Latina e Frosinone attestano la più piena disponibilità del partito in tal senso. Sciupare questa occasione o considerarla solo un’emanazione verticistica sarebbe un errore imperdonabile perché impedirebbe all’Italia di avere un riferimento di centrodestra autentico, diverso da quello berlusconiano, in alternativa alla sinistra. Con assoluta sincerità e umiltà facciamo perciò appello alle forze sane presenti nel Pdl e nella Lega per un sussulto d’orgoglio che trovi la forza di contribuire a questo ambizioso progetto senza sterili recriminazioni sul recente passato.
Il Paese ha bisogno di riconciliazione, di sentire una ripresa nell’autorevolezza delle istituzioni, ponendo fine a quella guerra tra loro senza alternative e quindi autodistruttiva. Abbiamo la necessità di riproporre rapporti corretti tra maggioranza e opposizione, specialmente in una fase di crisi acuta qual è quella che oggi viviamo.
Dobbiamo rilanciare in Europa la nostra presenza nel PPE, per ridare dignità all’Italia a livello internazionale. Dobbiamo, dunque, recuperare un’immagine interna ed esterna che si addice a una nazione come la nostra caratterizzata da grande cultura politica e immense risorse economiche.
Il Terzo Polo può e deve essere questo con il contributo di esperienze di provenienza diversa ma con ideali comuni. Diceva un adagio: “Se io do una moneta a te e tu dai una moneta a me, avremo entrambi sempre una moneta; se io do un’idea a te e tu dai un’idea a me, entrambi avremo sempre due idee”.