11.07 - Intervento su Generazione Italia su Finanziaria
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Altro che “metodo Boffo”, il vero tema è la Finanziaria
Ecco, ci risiamo. Mentre il Paese s’interroga sugli effetti negativi di una Finanziaria che ancora una volta punisce i deboli e lascia impuniti i ricchi, nasce il caso Tremonti. Un film già visto con la casa di Montecarlo e quella di Scajola, che dopo un tormentone estivo si sono rivelate un buco nell’acqua. Con la differenza che all’estero le cose funzionano diversamente. Prendiamo come metro di paragone lo scandalo Strauss-Kahn: si è concluso in poche settimane con l’assoluzione dell’imputato e le dimissioni del capo dell’unità crimini sessuali della procura distrettuale che aveva iniziato la dura azione penale, mentre da noi, per esempio, dopo 10 anni del processo Andreotti, Caselli, protagonista della vicenda, è ancora al suo posto con il prestigioso incarico di Procuratore Capo a Torino.L’ex pm De Magistris, dopo l’inconsistente polverone prodotto dalle sue molteplici inchieste finite miseramente, è stato eletto prima Parlamentare europeo e ora sindaco di Napoli. E così, invece di discutere quali emendamenti presentare nel corso del dibattito in Parlamento, vista la contrarietà delle opposizioni e dei sindacati a una manovra finanziaria che nulla fa per lo sviluppo economico e che continua con tagli ai cittadini già in difficoltà ad arrivare a fine mese, e in presenza di una borsa milanese in caduta libera, ci avviamo a un’estate di “tormentoni giornalistici” in pieno stile Boffo.
Guai allora a ricadere nel solito tranello mediatico che ci ha coinvolti l’estate scorsa. La Finanziaria innanzitutto, e la tesi leghista del nostro ritiro dalle operazioni in Libia con conseguente giudizio di inaffidabilità a livello internazionale del nostro Paese, devono essere i veri temi del giorno.
Nel reagire a questo insulso modo di procedere abbiamo per fortuna due grandi alleati: il Santo Padre Benedetto XVI e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nell’esercizio delle loro diverse funzioni non perdono occasione di ricordare quanto siano prioritari i reali interessi dei cittadini in materia di giustizia sociale.
Certo, non è facile. L’autogol del Pd sul tema dell’abolizione delle Provincie non agevola la realizzazione di quel fronte comune, anche se articolato, necessario a condizionare la maggioranza sempre più prigioniera della Lega e dei suoi interessi. Gran parte di questa classe dirigente non riesce a ragionare in termini di interessi generali del Paese: ognuno si rinchiude nel suo piccolo orticello, non importa se poi questo sarà spazzato via dal diluvio della protesta che prima o poi caratterizzerà l’Italia così come è avvenuto in altri Paesi meno pazienti di noi.
Devo dare ragione al professor Cacciari quando, con lucidità di analisi, attribuisce la nostra crisi politica, sociale, istituzionale ed economica al fallimento delle due esperienze partitiche del Pdl e del Pd, che non avendo saputo amalgamare le diverse realtà presenti al loro interno, vivono guerre per bande che nulla hanno di politico.
Per quel che mi riguarda, parlando del centrodestra, mi vado sempre più convincendo che la fuoriuscita di Berlusconi avrà gli stessi effetti visti in Jugoslavia con la dipartita del dittatore Tito: implosione territoriale, disgregazione etnico-culturale, atroci guerre fratricide senza esclusioni di colpi per acquisire posizioni di potere preminenti. In questo probabile scenario, il Terzo Polo può avere una sua funzione catalizzatrice se, dalla Convention di fine luglio, saprà affrontare temi reali a salvaguardia degli interessi dei più deboli, se avrà la capacità di restituire autorevolezza e dignità alle istituzioni prima che sia troppo tardi.
L’avvio dell’esperienza Alfano può dunque essere un’occasione che merita attenzione. A lui però sento il dovere di dire: “Se ci sei, batti un colpo”. E comunque, per la sincera stima che ho nei suoi confronti, mi permetto di ricordargli, a maggior ragione in quanto di estrazione Dc come me, che la Curia Romana, nella sua millenaria esperienza e saggezza, ha sempre ribadito che chi entra Papa in Conclave, esce Cardinale. E che ciò vale pure in presenza di un Berlusconi che in questa fase tenta di ritagliarsi, umilmente, in termini laici un ruolo di padre nobile. E in termini religiosi, un ruolo di Spirito Santo...
Per ciò che riguarda, infine, il rientro nel Pdl di Ronchi e Urso, riportato dagli organi di stampa come il primo grande successo di Alfano, vorrei citare quanto Sacha Guitry, scrittore e attore teatrale parigino, sposato per ben cinque volte, ebbe a dire: “Se uno ti porta via la moglie, non c’è peggior vendetta che lasciargliela…
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