02.07 - Intervento su Generazioneitalia.it su Alfano
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Alfano accompagnerà Berlusconi fuori dalle Istituzioni?
È vero, il nostro Paese ha assoluta necessità (la sua storia lo dimostra) di un riferimento moderato-riformista che possa governare adeguatamente anche in presenza di difficoltà e sfide sempre più nuove e difficili. Aprioristiche divaricazioni di questo fronte, alternativo alla sinistra, non gioverebbero a nessuno, tanto più alla ripresa della nostra società. Così come lo sviluppo economico, il risanamento delle casse dello Stato, le riforme strutturali, la legalità e una sana amministrazione sono tutti argomenti oggetto di attenzione da parte delle forze politiche in campo. Ma il quadro politico resta fermo, immobile, caratterizzato solo dal mantenimento in sella del presidente Berlusconi, incurante di quanto avviene fuori dal Palazzo.
Malgrado il nostro impegno quotidiano come Fli e Terzo Polo, e nel dirlo dobbiamo essere sinceri con noi stessi, non siamo stati ancora in grado di produrre quella scossa necessaria a ricomporre un ampio e nuovo centrodestra che possa riprendere quel basilare dinamismo che deve caratterizzare un governo post-berlusconiano. E allora non resta che sperare e compiere atti che consentano ad Alfano e alla migliore classe dirigente dell’attuale Pdl di avere il coraggio e la capacità di accompagnare Berlusconi, senza particolari traumi, fuori dai suoi compiti istituzionali. Di affidare subito dopo a una nuova generazione di classe dirigente il compito di ricostruire, su basi nuove, quel centrodestra moderato-riformista per il quale anche noi lavoriamo.
La domanda viene da sé: Alfano ne avrà la forza? Di più: gli sarà consentito dalla nomenclatura ex Fi ed ex An che fino a oggi ha gestito con miopia, arroganza e protervia il potere e non il governo della cosa pubblica? Se penso all’esperienza fallimentare della segreteria Veltroni, dovrei essere certo pessimista. Ma forse le difficoltà dell’attuale momento politico, sociale ed economico, possono essere il silenzioso alleato nostro, di Alfano e di tutte le persone intelligenti in grado di far scattare quella razionalità politica così necessaria per smuovere anche i più restii alla novità e a ogni forma di necessaria evoluzione del quadro politico attuale.
Lo dobbiamo ai cittadini, stanchi della politica da avanspettacolo, stufi di pifferai imbonitori, preoccupati del presente e ancor di più del futuro; a quei giovani che vedono mortificate le loro idealità da sempre più diffusi scandali, da assenza di prospettive in un Paese piegato su se stesso; in definitiva anche a noi stessi che ci vantiamo di definirci, per le responsabilità istituzionali che abbiamo, classe dirigente.
Il volto teso di Berlusconi nel sollevare il braccio di Alfano in segno di vittoria può essere, forse, l’aspetto psicosomatico più promettente, quasi una sua drammatica presa di coscienza del fatto che è all’inizio vero della sua fine. Speriamo che sia così...
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