Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

29.06 - Intervento su Generazione Italia

PDFPrintE-mail

There are no translations available.

 Diamoci da fare o finiremo come la Grecia

Quello che sta succedendo in Grecia è certamente preoccupante, ma era da tempo prevedibile. Così come è prevedibile che prima o poi, in presenza di pesanti manovre finanziarie del Governo richieste dall’Ue, possa verificarsi in Italia un’analoga reazione da parte dei cittadini. Prendiamo Napoli: come si può pensare che questo Governo sappia affrontare adeguatamente le urgenze del Paese, quando non è in grado di risolvere quelli di una sua città? È mai possibile, come ha affermato il procuratore capo Lepore, che Napoli e solo Napoli non riesca a risolvere i suoi problemi per ciò che riguarda la raccolta dei rifiuti? E ciò da più di quindici anni? Si dice: “Dietro tutto ciò c’è la camorra”. Ma allora, perché non si interviene drasticamente come in Val di Susa, dichiarando lo stato di calamità e quindi imponendo con la forza l’apertura di nuove discariche e la costruzione di adeguati inceneritori? Se fosse vero che dietro c’è la camorra, i cittadini che protestano sarebbero consenzienti o manovrati dalla malavita. Quindi non meriterebbero particolari attenzioni. E il fenomeno è forse frutto anche dell’insipienza, se non addirittura a volte della connivenza delle forze politiche locali e nazionali? Alla luce di queste situazioni, quanti di noi soffrono nel vedere l’immagine dell’Italia che diamo all’estero? Quanti di noi si sentono coinvolti dalle difficoltà che i cittadini tutti sono tenuti a superare? Inevitabilmente il mio pensiero corre a quell’Italia distrutta da una folle guerra perduta che si è saputa risollevare fino a raggiungere quel miracolo economico che la mia generazione ha vissuto. Nello stesso tempo ricordo che in quell’epoca c’è stata una classe dirigente all’altezza del drammatico momento, che ha dato vita a una ricostruzione dello Stato e della società civile e ha reso il nostro Paese il più invidiato e ammirato a livello internazionale. Insomma, dobbiamo anche noi sperare in un intervento Nato per risolvere il quadro politico italiano, sempre più senza sbocchi autorigenerativi? Le sollecitazioni del presidente della Repubblica, formulate dall’alto della sua autorevolezza, sensibilità e saggezza, appaiono sempre più voci nel deserto, parole al vento. L’appello che possiamo fare è quello di spronare Fini, Casini e chiunque altro sia disponibile ad afferrare il toro per le corna, ad alzare la voce, a proporre soluzioni immediate per non essere tutti travolti da un autunno terribile, come mai conosciuto prima. Questo o qualsiasi altro Governo non possono attendere: il tempo stringe e gli umori non sono affatto rassicuranti.