Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

14.06 - Articolo su Generazione Italia

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 Berlusconi passi la mano per il bene dell’Italia

 
La nemesi di Berlusconi si va compiendo. I suoi primi grandi elettori sono stati quei magistrati giustizialisti che con Tangentopoli hanno spazzato via tutta la classe dirigente dell’epoca e i partiti democratici di riferimento. E questi stessi, a torto o a ragione, prima o poi lo elimineranno dalla scena politica.
Berlusconi ha evitato che l’Italia finisse in mano a quei comunisti che con la «gioiosa macchina da guerra» di Occhetto pensavano di occupare il vuoto politico creatosi con Tangentopoli. Oggi, per sua responsabilità e caparbietà, la sinistra corre il rischio di ritrovarsi al governo del Paese, ma non riconoscere allo stesso Berlusconi alcuni meriti sarebbe un’ingiusta analisi storica. Il problema è che con il passare degli anni gli italiani si sono resi conto che il sogno del cambiamento epocale promesso si è risolto in un incubo di cose non fatte, che è sfociato in una crisi istituzionale, politica, sociale ed economica che non si riesce più a contenere adeguatamente.
La baldanza di una politica estera fatta goliardicamente di pacche sulle spalle con i più grandi capi di Stato sembrava preludere a un ruolo sempre più esaltante per l’Italia sullo scenario internazionale. Invece è miseramente fallita, si è tradotta in un isolamento che non conosce eguali nella nostra storia democratica. E intanto i costumi si sono sempre più deteriorati, a causa di quel dirompente berlusconismo che mai ha conosciuto remore morali o civiche.
E allora, perché Berlusconi non comprende che è giunto il momento di passare la mano per il bene suo e dell’Italia? A cosa serve tentare di governare con una maggioranza parlamentare raccogliticcia, che non rappresenta più la maggioranza del Paese? Perché i suoi più stretti collaboratori non comprendono che si è concluso un ciclo? Perché non adoperarsi per un nuovo centrodestra moderato-riformista alternativo alla sinistra?
Credo che siamo ancora in tempo. Il Paese è nervoso, prima o poi esploderà rovesciando tutta la classe politica, come insegna il caso De Magistris. Un vero statista (la storia lo dimostra) sa quando deve fermarsi per non travolgere se stesso e gli altri. È ora che Berlusconi passi alla storia di questi ultimi vent’anni, nel bene e nel male, evitando che la stessa gli addebiti tutte le responsabilità, anche quelle non sue, del tracollo della nostra società.
Si lasci agli italiani dunque, sempre molto saggi nelle proprie scelte, la possibilità di trovare adeguate alternative all’attuale situazione, così come si confà a un Paese democratico che ha ancora davanti a sé molte difficili sfide da superare. Si dia voce a quanti, anche con il recente referendum, hanno detto basta!