Potito Salatto

Membro del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico Cristiano)

20.02 - Intervento su Generazione Italia

PDFPrintE-mail

There are no translations available.

 No alle ammucchiate. Avanti verso il nuovo Polo

Lo sbandamento che si registra all’interno di Fli dopo Milano richiede necessariamente, da parte di tutti, un momento di pacata riflessione per non inficiare quel lucido disegno strategico nel quale il presidente Fini ci ha coinvolti con coraggio, convinzione ed entusiasmo.
Certo, è naturale che in una aggregazione politica che vuole esaltare il dibattito, la partecipazione, le possibilità di esprimersi liberamente, ci siano sensibilità diverse, modi non omogenei per raggiungere identici obiettivi, ma questo non può e non deve produrre solo tifoserie contrapposte che irragionevolmente pretendono, ognuna, una vittoria assoluta sull’altra.
In un partito ciò che conta, ciò che è importante, ciò che va perseguito è l’unità, non l’unanimismo a ogni costo. Abbiamo rotto i ponti con il Pdl di Berlusconi per riaffermare tutto ciò. Ritrovarci, anche senza volerlo, in una situazione analoga sarebbe incomprensibile per noi stessi, per i nostri quadri territoriali, per il nostro elettorato.
Chi di noi non stima Bocchino, Granata, Urso, Viespoli? Chi di noi si sente politicamente lontano da qualcuno di loro? Chi non riconosce al presidente Fini, stima, affetto, lungimiranza, autorevolezza?
E allora, perché dividerci o abbandonare quella casa, il Fli, che abbiamo faticosamente, con coraggio, fermezza e sacrificio per alcuni, costruito fino a Milano? Deve prevalere assolutamente in ognuno di noi ragionevolezza, lucidità, razionalità, lasciando da parte rancori, invidie, aspirazioni personali pur legittime, se veramente vogliamo offrire al Paese una classe dirigente all’altezza della politica con la P maiuscola.
Si rasserenino gli animi, si trovi una soluzione compatibile per tutti, nessuno si senta ingiustamente sconfitto. Eleggiamo gli organi come promesso, diamo, se si vuole, indicazioni agli iscritti a Fli, ma consentiamo loro, come assicurato dallo statuto e dai nostri discorsi, di scegliere in libertà i loro rappresentanti. dai livelli locali fino a quelli centrali. Cosa osta a tutto ciò?
Acceleriamo il processo della costituzione del Nuovo Polo per l’Italia nato a Todi; muoviamoci per ricostruire un centrodestra ampio, comprendente anche il Pdl del dopo Berlusconi; evitiamo che la sinistra, approfittando delle divisioni nell’elettorato moderato, riprenda la guida del Paese. Non sono un avversario ancestrale del Pd; penso anzi che questo partito debba essere coinvolto nelle riforme delle quali il Paese ha bisogno per rendere più operativa la democrazia e per rilanciare l’economia. Ognuno, però, deve rimanere al proprio posto senza ammucchiate che non avrebbero alcun senso, anzi che finirebbero per comprimere la stessa democrazia. La quale, è noto, ha come caratteristica e condizione l’alternanza delle maggioranze e l’esistenza di opposizioni che controllino e stimolino chi governa. Riconfermo quindi l’invito a tutti a mantenere i nervi saldi, a lasciare da parte queste contrapposizioni senza senso, ogni comportamento inconsciamente arrogante. Ma sforziamoci per riuscirci veramente.
La politica del «meno simm’ e chiu’ bell’ apparimm’» non paga!