30.08 - Ansa, Agi, Adnkronos, il Velino, Leggo e Corriere.it su Gheddafi
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GHEDDAFI A ROMA: SALATTO, E SE BERLUSCONI REGALASSE BIBBIE?
(ANSA) - ROMA, 30 AGO - ''E se Berlusconi, nel corso della sua prossima visita a Tripoli, dovesse regalare Bibbie o Vangeli alle amazzoni di Gheddafi, cosa succederebbe?''. E' la domanda che pone Potito Salatto, eurodeputato del PPE e membro della commissione europea per gli Affari Esteri. ''L'islamizzazione del continente europeo auspicata dal leader libico Gheddafi - scrive l'eurodeputato in una nota - non ci trova impreparati. Si tratta di un obiettivo gia' profetizzato da tempo da attenti osservatori internazionali e che, personalmente, non mi turba piu' di tanto, perche' ritengo giusta la liberta' di religione nei Paesi democratici. Piuttosto, cosa accadrebbe se fosse Berlusconi a donare Bibbie o Vangeli in terra libica, si chiede Salatto. ''Perche' non provarci? - suggerisce. Il sexy appeal del nostro presidente del Consiglio, cosi' tanto apprezzato all'estero, avrebbe certamente piu' successo di quanto non ne abbia riscosso sin qui Gheddafi. Con grande interesse da parte della Santa Sede e con buona pace dei banchieri e degli investitori italiani''. (ANSA). COM-RF 30-AGO-10 11:10 NNN
GHEDDAFI: SALATTO(PPE), SE BERLUSCONI REGALASSE BIBBIE AD AMAZZONI?
(AGI) - Roma, 30 ago. - "L'islamizzazione del continente europeo auspicata dal leader libico Gheddafi non ci trova impreparati. Si tratta di un obiettivo gia' profetizzato da tempo da attenti osservatori internazionali e che, personalmente, non mi turba piu' di tanto, perche' ritengo giusta la liberta' di religione nei Paesi democratici. Mi domando, pero': se Berlusconi, nel corso della sua prossima visita a Tripoli, dovesse regalare Bibbie o Vangeli alle amazzoni di Gheddafi, cosa succederebbe?". Lo dice Potito Salatto, eurodeputato del Ppe, che aggiunge: "Perche' non provarci? Il sexy appeal del nostro presidente del Consiglio, cosi' tanto apprezzato all'estero, avrebbe certamente piu' successo di quanto non ne abbia riscosso sin qui Gheddafi. Con grande interesse da parte della Santa Sede e con buona pace dei banchieri e degli investitori italiani". (AGI) Cav 301109 AGO 10 NNNN
ITALIA-LIBIA: SALATTO(PDL), E SE BERLUSCONI REGALASSE BIBBIE ALLE AMAZZONI?
Bruxelles, 30 ago. (Adnkronos/Aki) - "Se Berlusconi, nel corso della sua prossima visita a Tripoli, dovesse regalare Bibbie o Vangeli alle amazzoni di Gheddafi, cosa succederebbe?". E' il commento ironico dell'eurodeputato del Pdl e membro della Commissione affari esteri del Parlamento europeo Potito Salatto all'islamizzazione dell'Ue auspicata dal leader libico. "Il sex-appeal del nostro presidente del Consiglio, cosi' tanto apprezzato all'estero, avrebbe certamente piu' successo di quanto non ne abbia riscosso sin qui Gheddafi, con grande interesse da parte della Santa Sede e con buona pace dei banchieri e degli investitori italiani", ha aggiunto l'eurodeputato del gruppo Ppe. Inoltre, ha sottolineato piu' seriamente Salatto, l'islamizzazione dell'Ue non e' una novita' che trova impreparato il mondo politico. "L'islamizzazione del continente europeo auspicata dal leader libico Gheddafi non ci trova impreparati", ha dichiarato l'eurodeputato, in quanto "si tratta di un obiettivo gia' profetizzato da tempo da attenti osservatori internazionali e che, personalmente, non mi turba piu' di tanto, perche' ritengo giusta la liberta' di religione nei paesi democratici". (Lsa/Col/Adnkronos) 30-AGO-10 NNNN
GHEDDAFI, SALATTO (PPE): CHE ACCADREBBE SE PREMIER REGALASSE BIBBIE?
Roma, 30 AGO (Il Velino) - "L'islamizzazione del continente europeo auspicata dal leader libico Gheddafi non ci trova impreparati. Si tratta di un obiettivo gia' profetizzato da tempo da attenti osservatori internazionali e che, personalmente, non mi turba piu' di tanto, perche' ritengo giusta la liberta' di religione nei Paesi democratici. Mi domando, pero': se Berlusconi, nel corso della sua prossima visita a Tripoli, dovesse regalare Bibbie o Vangeli alle amazzoni di Gheddafi, cosa succederebbe?". Lo dichiara in una nota Potito Salatto, eurodeputato del Ppe e membro della commissione europea per gli Affari Esteri. "Perche' non provarci? - aggiunge Salatto -. Il sexy appeal del nostro presidente del Consiglio, cosi' tanto apprezzato all'estero, avrebbe certamente piu' successo di quanto non ne abbia riscosso sin qui Gheddafi. Con grande interesse da parte della Santa Sede e con buona pace dei banchieri e degli investitori italiani…". (com/gda) 301240 AGO 10 NNNN
GHEDDAFI: MISTERO SULLA TENDA, NON E' STATA ANCORA MONTATA
Fonte: Corriere.it
ROMA - Prosegue anche lunedì il Gheddafi show a Roma. Ora c'è il mistero sulla tenda beduina che il rais si è portato dalla Libia e che doveva essere montata nel giardino dell'ambasciata libica. Muammar Gheddafi non ha ancora dato ordine di montarla. Lo riferiscono fonti interne all'Accademia libica in Italia, direttamente collegata al giardino della residenza dell'ambasciatore libico. Secondo le stesse fonti, la tenda potrebbe essere montata in giornata.
APPUNTAMENTI - Nel pomeriggio Gheddafi incontrerà Berlusconi a un convegno che si terrà nella sede dell'Accademia, e in serata prenderà parte alle celebrazioni del secondo anniversario del Trattato italo-libico alla caserma Salvo d'Aquisto, dopo di che il presidente del Consiglio offrirà al Colonnello una cena alla quale sono state invitate 800 persone.
POLEMICHE - Intanto proseguono le polemiche dopo la «convocazione» di 200 ragazze-hostess per convertirle all'islam. Berlusconi ha liquidato la faccenda come «folklore». Amnesty International ha scritto una lettera a Berlusconi nella quale si ricordano le «gravi violazioni» dei diritti umani in Libia e chiede di inserire il tema dei diritti umani dell'agenda dei colloqui italo-libici. «Ogni volta che Gheddafi torna a Roma è sempre peggio della precedente senza che nessuno di coloro che lo hanno invitato gli faccia notare qualcosa»,ha detto a Radio Radicale la vice presidente del Senato Emma Bonino. Per protesta contro «le scelte politiche di questo governo nei confronti del dittatore Gheddafi» i radicali dell'Associazione Aglietta alla festa nazionale del Pd in corso a Torino indosseranno una fascia nera a lutto. Potito Salatto, eurodeputato del Ppe e membro della commissione europea degli Esteri, chiede cosa accadrebbe se fosse Berlusconi a donare Bibbie o Vangeli in terra libica. Aldo Di Biagio, deputato finiano di Futuro e libertà, invita a pensare ai profughi italiani espulsi dalla Libia nel 1970. L'appello all'Europa a convertirsi all'islam non è piaciuto ai cavalieri templari del Super Ordo Equestri Templi che rilanciano: «Siano gli islamici a diventare cristiani».
STAMPA ARABA - La stampa araba, e libica in particolare, esalta la visita di Gheddafi a Roma. Al-Jamahiriya titola: «Il capo della rivoluzione arriva a Roma per celebrare il secondo anniversario del trattato di amicizia tra i due Paesi». Aprono con questa notizia anche gli altri giornali libici, come Quryna e Al-Shames, dove non si parla però dell'incontro con le ragazze italiane. «Ragazze italiane si convertono all'islam dopo aver incontrato Gheddafi», titola invece Arab online. I principali giornali panarabi dedicano ampio spazio a questo evento. Titola Al-Hayat, edito a Londra: «Gheddafi in Italia con la sua tenda, ripete le sue lezioni alle donne sull'islam». Secondo Al-Sharq al-Awsat«Gheddafi arriva in Italia per celebrare il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia».
GHEDDAFI, OGGI NUOVO SHOW "PER LUI 200 HOSTESS"
Fonte: Leggo
Dopo lo show di ieri con le hostess e l'invito all'Europa a convertirsi all'Islam, che ha sollevato un polverone tra i politici di ogni schieramento, il leader libico Muhammar Gheddafi si prepara oggi a incontrare il premier Silvio Berlusconi. Due gli appuntamenti che strutturano la parte più ufficiale della visita: prima una mostra fotografica all'Accademia libica alle 17.00; quindi, in serata, i festeggiamenti per l'anniversario del Trattato di amicizia, con spettacolo equestre di cavalli berberi e Carosello dei Carabinieri alla caserma Salvo D'Acquisto. Massimo riserbo invece sugli altri appuntamenti del colonnello: Gheddafi potrebbe concedersi anche un bis con le ragazze dell'agenzia 'hostessweb', ma non c'è alcuna conferma di fonti ufficiali. All'Accademia libica Berlusconi e Gheddafi sono attesi per l'inaugurazione di una mostra fotografica sulla storia della Libia. Potrebbe essere quella l'occasione per cominciare ad affrontare le questioni dell'agenda Italia-Libia, che vanno dal gas, alle infrastrutture agli immigrati. E non si esclude nemmeno un incontro tra il colonnello e qualcuno dei big dell'economia italiana, considerato che dall'Eni a Finmeccanica, fino ai grandi costruttori (tra tutti Impregilo e Italcementi impegnati nell'opera di ricostruzione delle infrastrutture dell' ex colonia italiana) è più che rilevante presenza delle big italiane nel paese nordafricano. Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà all'Accademia libica, e si sposterà poi alla Salvo D'Acquisto di Tor di Quinto, per il cuore dei festeggiamenti. Circa 800 gli invitati - anche l'intero Governo - chiamati dal premier Berlusconi per la cena o Iftar - il pasto che spezza il digiuno imposto ai musulmani dal mese di Ramadan - offerta al leader libico. Gli invitati assisteranno anche ad uno spettacolo d'eccezione: una sfilata equestre dei 30 cavalli berberi portati appositamente da Tripoli, a cui seguirà il Carosello dei Carabinieri.
ANCHE OGGI 200 RAGAZZE Con quattro autobus da circa 50 posti ciascuno, anche oggi sono giunte all'Accademia libica circa 200 ragazze reclutate dall'agenzia Hostessweb per incontrare il leader libico Muammar Gheddafi nella sua seconda giornata a Roma. Tra le circa duecento hostess appena arrivate all'Accademia libica per incontrare Muammar Gheddafi una decina indossano il tradizionale velo islamico, mentre una porta in bella mostra una foto del colonnello appesa al collo. Il resto delle ragazze sono eleganti, per lo più indossano camicetta bianca e gonna nera. Scese frettolosamente dagli autobus, non hanno rilasciato dichiarazioni ai giornalisti che da stamani stazionano di fronte all'Accademia libica collegata con il giardino della residenza dell'ambasciatore di Tripoli a Roma che ospita il colonnello durante questa visita.
BONELLI: ACCOGLIENZA DA BRIVIDI «Sembra proprio che l'Italia sia diventata una colonia della Libia: l'accoglienza da eroe riservata a Gheddafi mette i brividi e fa arrossire dalla vergogna. Ma Berlusconi o qualche ministro o avrà almeno la dignità di chiedere al dittatore libico che fine hanno fatto gli immigrati respinti nel Mediterraneo e rinchiusi nei lager libici in conseguenza dell'accordo Italia-Libia?». Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. «Solo Berlusconi - afferma Bonelli - fra tutti i governanti delle democrazie occidentali è stato capace di accogliere il dittatore Gheddafi come una star, ma dietro ci sono solo affari e ancora una volta il conflitto d'interessi visto che molte delle sue società guadagneranno dagli accordi con la Libia. Di sicuro si sta scrivendo una brutta pagina per la democrazia italiana - conclude Bonelli -. In nessun altro stato d'Europa sarebbe mai potuta accadere una cosa simile».
IDV: SQUALLIDO SHOW «Lo squallido e irritante show concesso dal governo a Gheddafi è una vergogna inaccettabile. In nome di chissà quali interessi economici si dimentica che il leader libico è uno dei peggiori dittatori che ci siano, un campione mondiale del non rispetto dei diritti umani e un finanziatore del terrorismo». Lo afferma in una nota il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che poi aggiunge: «L'Italia è diventata per Gheddafi il paese dei divertimenti, dove il colonnello si permette pure di dire che l'Islam dovrebbe diventare la religione d'Europa. Il tutto nell'imbarazzante silenzio di Berlusconi, che è sempre bravo a fingersi cattolico salvo poi accoltellare senza problemi le nostre radici cristiane in cambio di qualche buon affare. Invece di assecondare Gheddafi permettendogli di fare e dire quello che vuole, il presidente del Consiglio gli chieda piuttosto che fine fanno i migranti respinti e bloccati in Libia. In Italia di pagliacciate abbiamo già le sue - conclude Belisario - non sentiamo certo il bisogno di altre».
GENERAZIONE ITALIA: "BASTA PAGLIACCIATE" «Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o a Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro 'diventate musulmanè? Noi no. E non a caso Gheddafi certe pagliacciate - è il termine giusto - le viene a fare a Roma, non a Parigi o a Berlino. Evviva la Realpolitik, ma sui libri di Kissinger non c'è scritto che bisogna concedere ai dittatori la passerella sul suolo patrio, in regime di liceità assoluta: Roma in questi giorni sembra un possedimento extraterritoriale libico». Lo scrive Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia, , sul sito dell'associazione finiana. «Viva gli affari, viva il trattato Italia-Libia che ci ha aiutato a risolvere il problema degli sbarchi clandestini, viva le materie prime libiche, viva l'autostrada libica che verrà realizzata dai nostri imprenditori, viva tutto ma la dignità di un Paese viene prima di tutto - continua Mariniello - Non riusciamo a immaginare un solo leader europeo che vada a La Mecca a dire 'diventate cristianì: sarebbe irrispettoso». «Invece siamo costretti a sentire Gheddafi che nella Città della Cristianità invita alla conversione 500 ragazze scollate e scosciate, attentamente selezionate da un'apposita agenzia - sottolinea - Una concezione della donna offensiva e ripugnante. E di più: quanto rende onore all'Islam la ragazza bombastica che si fa fotografare con il Corano appoggiato sulla scollatura?» si chiede il Direttore di Generazione Italia. «Un Paese serio si sarebbe dissociato, indignato, noi risolveremo tutto con la politica della pacca sulla spalla, che nei manuali di Kissinger non c'è - conclude Mariniello - Viva gli affari, dicevamo. Ma siamo proprio sicuri che questa politica estera tutta Libia-centrica e filo-russa sia davvero negli interessi dell'Italia? I nostri partner europei e occidentali non saranno entusiasti di questa politica estera levantina e colorita ai limiti del ridicolo. E alla fine il nostro Paese corre il rischio di perdere terreno nei salotti che contano della politica estera, in cambio di relazioni buone ma più che discutibili (e trash) con autocrati, dittatori e pagliacci vari. La dignità di una Nazione è un valore, anche economico. Basta con le pagliacciate».
AMNESTY A BERLUSCONI: PARLI DI DIRITTI UMANI L'Italia inserisca il tema dei diritti umani dell'agenda dei colloqui con il leader libico Muammar Gheddafi: lo chiede la sezione italiana di Amnesty International, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale l'organizzazione ricorda le «gravi violazioni» dei diritti umani in Libia. Nel giugno scorso, Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale sottolinea come la situazione dei diritti umani in Libia risenta dell'assenza di riforme. Il rapporto, basato anche su una missione di ricerca sul campo del 2009 e aggiornato fino alla met… del maggio 2010, denuncia una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, la fustigazione delle donne e la pena di morte. Secondo quanto emerso dalle ricerche di Amnesty, molti detenuti hanno firmato «confessioni» in seguito a tortura e ad altri maltrattamenti compiuti da forze di polizia. I metodi pi— utilizzati sono le bastonate, tra cui quelle sulle piante dei piedi, le scariche elettriche, la sospensione per le braccia e il diniego deliberato di assistenza medica. In Libia, sono inoltre previste punizioni corporali, inclusa la fustigazione, per persone condannate a causa di relazioni sessuali al di fuori di un matrimonio legale (previste fino a 100 frustate). Il codice penale contempla anche sino a sette anni di carcere per relazioni sessuali extraconiugali. Infine, la pena di morte Š prevista in Libia per un numero di reati ampio, che include anche l'esercizio pacifico del diritto alla libert… di espressione e di associazione. Le sentenze capitali continuano a essere comminate dai tribunali libici al termine di processi che violano gli standard internazionali sull'equo processo e colpiscono in maniera sproporzionata cittadini stranieri. Nella lettera a Berlusconi, Amnesty rileva come i partner internazionali della Libia debbano porre la grave situazione dei diritti umani al centro del dialogo con le autorità di questo paese. Come membro della comunità internazionale, la Libia ha infatti la responsabilità di rispettare gli obblighi in materia di diritti umani e occuparsi delle violazioni senza nasconderle. Questo consentirebbe di superare contraddizioni quali il far parte del Consiglio Onu dei diritti umani e, contemporaneamente, rifiutare le visite dei suoi esperti indipendenti. L'Italia, in particolare, secondo Amnesty potrebbe assumere un ruolo guida nel dialogo sui diritti umani e impegnarsi in questo senso a partire dagli incontri in agenda nel corso della visita del leader libico Gheddafi e, successivamente, in vista della Revisione universale periodica, nell'ambito del Consiglio Onu dei diritti umani, che a novembre riguarder… anche la Libia.
CENTRO ITALIANO FEMMINILE: LESA DIGNITA' DONNE «Con profondissimo disagio continuiamo ad assistere alla denigrazione costante della donna e non solo nel mondo commerciale, ma nel nostro Paese, da ieri, anche in quello istituzionale». Lo afferma Maria Pia Campanile Savatteri, presidente nazionale del Cif, Centro Italiano Femminile. «Le aderenti al Centro - sottolinea in una nota - non sono disposte a considerare 'evento folkoristicò l'incontro tenutosi tra il dittatore/sultano libico Gheddafi e un gruppo consistente di ragazze italiane reclutate attraverso l'agenzia Hostessweb perchè fossero sicuramente giovani, belle e mute, ingredienti indispensabili alla riuscita dello show». «Pertanto - conclude il Cif - mentre denunciamo come l'inaccettabili spettacoli di questo tipo nel nostro Paese democratico e sovrano, sollecitiamo con forza le istituzioni a non rendersi complici della diffusione di messaggi che ledono profondamente la dignità della donna».
TEMPLARI: CONVERTITEVI VOI L'appello all'Europa a convertirsi all'Islam lanciato dal colonnello libico Muammar Gheddafi non è piaciuto ai cavalieri templari del Super ordo equestri templi (Soet) che rilanciano: «siano piuttosto i paesi islamici a diventare cristiani». «La provocazione del Musulmano Gheddafi - si legge in un comunicato diffuso da Bruno Berardi, cavaliere templare del Soet - non ci indebolisce ma, anzi, ci rende più combattivi, dal canto nostro abbiamo già intrapreso le necessarie accortezze per rilanciare il ruolo che ci compete, quello che noi abbiano nel nostro dna cioè la lotta secolare contro gli infedeli dell'islam, i loro sforzi per convertirci all'islam saranno vani mentre noi siamo sicuri che riprendendo la nostra giusta causa, ricondurremo al cristianesimo moltissimi musulmani che non lo vogliono essere più».
SALATTO: E SE BERLUSCONI REGALASSE BIBBIE? «E se Berlusconi, nel corso della sua prossima visita a Tripoli, dovesse regalare Bibbie o Vangeli alle amazzoni di Gheddafi, cosa succederebbe?». È la domanda che pone Potito Salatto, eurodeputato del PPE e membro della commissione europea per gli Affari Esteri. «L'islamizzazione del continente europeo auspicata dal leader libico Gheddafi - scrive l'eurodeputato in una nota - non ci trova impreparati. Si tratta di un obiettivo già profetizzato da tempo da attenti osservatori internazionali e che, personalmente, non mi turba più di tanto, perchè ritengo giusta la libertà di religione nei Paesi democratici. Piuttosto, cosa accadrebbe se fosse Berlusconi a donare Bibbie o Vangeli in terra libica, si chiede Salatto. »Perchè non provarci? - suggerisce. Il sexy appeal del nostro presidente del Consiglio, così tanto apprezzato all'estero, avrebbe certamente più successo di quanto non ne abbia riscosso sin qui Gheddafi. Con grande interesse da parte della Santa Sede e con buona pace dei banchieri e degli investitori italiani«.
BUTTIGLIONE: IMBARAZZANTE SILENZIO GOVERNO - «Se andassi a Tripoli a dire che i libici devono convertirsi al cristianesimo, scommettiamo che non torno indietro tutto intero?». È la domanda ironica che si è posto Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, in un'intervista a La Repubblica, nella quale ha definito «allucinante» il silenzio del governo italiano alle dichiarazioni del colonnello libico sulla possibilità di islamizzare l'Europa. «L'immagine che vuole far emergere agli occhi dell'islam - prosegue Buttiglione - è che in occidente non c'è dignità che l'Europa crede solo nel denaro. È questo l'obiettivo di Gheddafi: farci apparire così». Occorre, secondo il presidente dell'Udc un richiamo a Gheddafi al rispetto dei suoi interlocutori. Il premier, secondo Buttiglione, dovrebbe dire due cose al colonnello: «venga data autentica libertà di religione in Libia e anche la possibilità di conversione» e che «la Libia sottoscriva il trattato di Ginevra». «Noi respingiamo in mare - aggiunge - migranti che avrebbero diritto a richiedere una protezione e li rimandiamo in Libia che non ha firmato nemmeno la convenzione di Ginevra». Infine, il presidente dell'Udc auspica che lo Stato italiano si impegni a riconoscere i risarcimenti agli italiani cacciati dalla Libia.
MOGAVERO: "CHIESA NON TACE SU IMMIGRATI" In occasione della cena all'Ambasciata Libica «chiederò a Gheddafi notizie sui campi di detenzione in Libia». È l'intenzione espressa da monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del Consiglio Cei per gli Affari giuridici, in un'intervista a La Stampa, nella quale annuncia quale sarà l'oggetto di un'eventuale conversazione con il colonnello libico in visita nella capitale. Mogavero, nell'intervista definisce «una battuta propagandistica a effetto» quella fatta da Gheddafi sulla possibilità di islamizzare l'Europa. «È preoccupante che non si sappia nulla di ciò che accade ai disperati d'Africa arrestati dalla polizia libica - aggiunge - . Ne ho già discusso con il ministro Maroni per sapere se ci sono mai stati controlli e verifiche. Non si può chiudere gli occhi di fronte a condizioni contrarie alla dignità umana». L'auspicio del vescovo è che «il confronto diretto con Gheddafi faccia riflettere tutti sulla politica dei respingimenti in mare dei migranti». E aggiuge: «visto che non ho avuto risposta dall'Italia lo domanderò direttamente a Gheddafi e spero che il nostro incontro apra la strada a nuovi punti di accordo». Il vescovo di Mazara del Vallo si riferisce alla possibilità di «sondare la praticabilità di una soluzione che superi l'automatismo del respingimento alla frontiera». «Non si può essere succubi - conclude Mogavero - e mettere la testa sotto la sabbia. Il nostro silenzio aggraverebbe i problemi invece di risolverli».
AL VIA PROGETTO NETWORK Creare una rete culturale attiva e dinamica, che si sostanzia in un network di Musei che, in ciascun Paese del Mediterraneo, Italia compresa, ospiteranno in sede stabile, reperti archeologici locali. È questo l'obiettivo del progetto 'Memoria del futuro'. «Si tratta della prima iniziativa di cooperazione culturale in cui la rete museale assume anche la funzione di volano per lo scambio di produzioni teatrali, televisive, cinematografiche, letterarie, nonch‚ per valorizzare e sviluppare un turismo eco-sostenibile nei territori che lo ospitano», si spiega in una nota sottolineando «il ruolo catalizzante nel dialogo intermediterraneo» che pu• svolgere «il teatro, quale ambasciatore universale alle radici del comunicare». «Nel territorio libico - prosegue il comunicato - si trovano siti archeologici teatrali, fra i pi— preziosi e significativi del bacino del Mediterraneo. Il Progetto, infatti, incarna perfettamente lo spirito dell'articolo 7 del Trattato, che sancisce la volontà di entrambi i Paesi di realizzare iniziative per uno spazio culturale comune, valorizzando e vieppiù arricchendo il nostro patrimonio condiviso, materiale ed immateriale, nel contesto bilaterale e regionale».
GLI AFFARI IN BALLO Autostrade, petrolio, banche, perfino un hotel di lusso nel pieno centro di Tripoli. La Libia, da quando è stato chiuso il lungo contenzioso coloniale con l'Italia, è diventata una sorta di corsia preferenziale per le aziende della Penisola. Tanti, e variegati, gli affari in ballo tra i due Paesi che, in due anni, hanno visto lievitare il loro interscambio commerciale, un tempo ancorato alle forniture di energia. Lo scorso giugno, Muammar Gheddafi, parlando a Confindustria aveva garantito «priorità» alle imprese italiane rispetto a quelle degli altri Paesi. Ecco i punti chiavi del business italo-libico. * ENI. In base ad un accordo firmato nel 2007 con la principale compagnia petrolifera libica, la National Oil Corporation, potrà produrre petrolio in Libia fino al 2042. Tuttavia, l'ad Scaroni non sembra intenzionato a fermarsi qui: ha infatti annunciato investimenti per 25 miliardi di dollari« in un Paese considerato come »la pupilla dei suoi occhi«. E, pochi giorni fa, lo stesso Scaroni aveva avanzato l'ipotesi di un incontro con il leader libico durante la sua permanenza a Roma.
UNICREDIT. La presunta scalata libica al gigante italiano del credito potrebbe essere uno degli argomenti 'caldì a cui Gheddafi dovrà dedicarsi, visto che, qualche giorno fa, la Lega Nord ha chiesto a governo e Consob di fare verifiche sull' accresciuta presenza della compagine libica, giunta al 7% dopo che, all'inizio di agosto, la Lybian Investiment Autorithy, aveva portato la propria quota oltre la soglia del 2%. Il pressing della Lega, tuttavia, è stato già prontamente respinto da Tarak ben Ammar, 'ambasciatorè dei capitali arabi in Italia, che, in un'intervista alla Bloomberg, ha affermato di »comprendere le paure leghiste, ma di non capire perchè i soldi non arabi non siano sospetti e quelli arabi sì«.
AUTOSTRADA. Il trattato di amicizia e cooperazione dell'agosto del 2008 prevede che buona parte dei 5 miliardi di dollari che l'Italia pagherà come risarcimento del passato coloniale sarà 'giratà alla costruzione dell' autostrada costiera libica, lunga 1700 chilometri. A realizzare l'opera - l'appalto sarà assegnato entro il 30 ottobre - saranno tutte imprese italiane: i lavori verranno divisi in tre lotti, affidati a »tre consorzi per consentire a molte aziende italiane di lavorare«, ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
INTERSCAMBIO. Negli ultimi due anni è lievitato. Tra il gennaio e l'aprile di quest'anno, l'import tra Italia e Libia ha raggiunto quota 789 mila euro (contro i 711mila dei mesi corrispondenti nel 2009), mentre l'export è balzato a 3,6 milioni di euro, contro i 3,2 dell'anno scorso. Impregilo, Selex sistemi integrati e Finmeccanica hanno già siglato commesse milionarie con il governo libico. E perfino il lussuoso hotel Al-Ghazala, che sorgerà nel centro di Tripoli, sarà 'made in Italy': i suoi lavori sono infatti stati assegnati al gruppo Trevi.
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