Intervento prima riunione "Sky & Space"
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Intervento dell’onorevole Potito Salatto, vicepresidente dell’intergruppo parlamentare “Sky & Space”, durante la prima riunione dell’intergruppo che si è svolta lo scorso 5 maggio presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo.
All’incontro erano presenti i rappresentanti delle aziende europee del settore spaziale, il commissario Ue all’industria Antonio Tajani, il presidente della commissione Affari Esteri al Parlamento europeo Gabriele Albertini e il presidente dell’intergruppo “Sky & Space” Vittorio Prodi.
«L’articolo 4 e il 189 del Trattato di Lisbona conferiscono direttamente all’Unione Europea una competenza nella politica spaziale, chiarendo comunque che ciò non implica una sottrazione di competenze o di autonomia a quanto in materia finora esercitato dai singoli Stati Membri.
Il proponimento contenuto nel Trattato di Lisbona premia e consegue gli sforzi e l’impegno profusi fin dall’inizio del millennio indirizzati alla condivisione di una visione genuinamente europea della materia “spazio”. Condivisione espressa e manifesta attraverso, prima, i documenti: “White Paper on Space” nel 2003 e ”EC/ESA Framework Agreement” del 2004 e, infine, sfociata nella definizione dello “spazio” come competenza dell’Unione appunto nel Trattato di Lisbona, entrato in vigore quest’anno.
Si è dunque individuata una “costellazione” (per usare un termine familiare agli addetti ai lavori e ai cultori della materia) costituita da tre interpreti tra loro interlocutori: l’Unione Europea, l’ESA e gli Stati Membri.
Tutti e tre, nel corso del 4^ Space Council del 2007 e, successivamente nel 5^ e nel 6^ Space Council, hanno congiuntamente elaborato, condiviso e definito una Politica Europea dello Spazio.
Il richiamato articolo 189 del Trattato prevede, con la collaborazione dell’ESA, la preparazione di un Programma Europeo per lo Spazio che al momento è in elaborazione e al fine della sua definizione questo incontro ambirebbe contribuire attraverso il coinvolgimento e il dialogo tra il Commissario, l’intergruppo, le industrie e le agenzie interessate.
La conoscenza diretta della visione del Commissario a proposito di quali ruoli, responsabilità, regole e meccanismi di allocazione delle risorse, - in coerenza alle priorità da far assurgere come obiettivi da perseguire nello svolgimento di una siffatta nuova politica “Europea” per lo spazio -, risulta di massima utilità agli interlocutori presenti oggi nelle diverse funzioni e responsabilità che loro competono.
Dal punto di vista dell’intergruppo è apparso opportuno, di converso, raccogliere pareri, esigenze, aspettative e priorità al fine di identificare quale modello, a detta degli interlocutori interpellati, sia da perseguire o a quali problemi sia necessario trovare soluzione proprio per dotare l’Unione di una sua autonoma politica spaziale.
Prima dell’identificazione di alcuni obiettivi di contenuto è apparso rilevante approfondire, conoscere e, se del caso, confermare o modificare, - e in quale maniera-, il meccanismo regolatore dell’allocazione delle risorse finanziarie ricercando la massima armonizzazione tra gli obiettivi strategici “europei”, i piani a lungo termine dell’ESA e gli interessi di politica spaziale dei singoli Stati Membri.
Ciò consentirebbe, fin dalla definizione del ciclo finanziario 2014-2020, di meglio focalizzare e indirizzare gli interessi e gli impegni degli Stati Membri in materia di risultati attesi e perseguibili. Ne discenderebbe una efficace azione di definizione degli elementi e dei termini di cooperazione tra Unione Europea, ESA e Stati Membri che non può non migliorare il rendimento delle risorse disponibili.
Per quanto riguarda i contenuti, invece, è risultato considerare l’esplorazione dello spazio non solo obiettivo condiviso e foriero di positive ricadute per l’industria, ma anche obiettivo prioritario costituente la prima e maggiormente strategica realizzazione di quella auspicata politica “Europea” dello spazio.
L’esplorazione europea dello spazio dovrebbe consentire all’Europa di estendere i confini delle sue conoscenze tecnologiche e di consentire la ricerca di potenziali risorse naturali disponibili nello spazio e essenziali per soddisfare i bisogni futuri del genere umano.
D’altra parte, nella risoluzione del 5^ Space Council (“Taking forward the European Space Policy”) si riconoscono per l’Europa la necessità e l’opportunità di sviluppare una comune visione e un piano di esplorazione spaziale di respiro ampio e strategico.
Nel perseguimento di tale obiettivo e nel dispiegamento di una corrispondente politica, l’Europa potrebbe concentrarsi nella problematica relativa alle ricerca delle soluzioni che consentirebbero la sopravvivenza dell’uomo nelle non abituali condizioni di vita nello spazio. Gli sforzi e i risultati profusi in tal senso non potrebbero non avere ricadute positive a beneficio delle condizioni di vita anche sulla Terra, laddove persistono problemi e difficoltà ambientali e scarsità di risorse.
La Stazione Spaziale Internazionale è strettamente collegata, come è evidente, al programma di Esplorazione Spaziale. Sia per le possibilità che offre alla sperimentazione e alla ricerca di materiali, prodotti e processi, sia perché potrebbe fungere da piattaforma di origine per future missioni di esplorazione spaziale, una volta confermate le condizioni di fattibilità necessarie.
E’ stato suggerito, e per questo ne porgiamo l’opportunità alla discussione e al dialogo, che l’Europa superando il ruolo dell’ESA, si candidi direttamente come protagonista unitario nella veste di partner dell’”ISS Programme” . In questa maniera, allargando a tutti gli interlocutori le possibilità di utilizzo della stazione, la comunità scientifica europea e l’industria dello spazio, beneficerebbero di un più vasto numero di interlocutori interessati ad investire.
Infine, la continuazione e il supporto dei programmi già avviati, in primis Galileo e GMES, e quelli cui l’industria guarda al fine di completare e mettere a frutto gli investimenti già iniziati, andrebbero supportati decisamente nel contesto di un efficace scambio tra compartecipazione negli investimenti e condivisione dei risultati che è garanzia di stabilità e convenienza di ogni partnership.
In particolare, l’industria – alla luce delle considerazioni circa le tematiche individuate dal Presidente Barroso riguardo l’osservazione e la prevenzione dei fenomeni derivanti dal cambiamento climatico e l’approntamento degli opportuni strumenti per ottenere una maggiore sicurezza nello spazio e dallo spazio – gioverebbe di una conoscenza dettagliata da parte della Direzione generale Enterprise circa le priorità e l’entità delle risorse finanziarie disponibili per la realizzazione dei programmi indicati. Ciò consentirebbe alle imprese una più efficace programmazione degli investimenti che si riverbererebbe in maniera oltremodo opportuna sulla stabilità e sull’auspicabile innalzamento dei livelli occupazionali quanto mai necessari nel momento di grave crisi economica che attraversiamo.
Questa prima riunione non pretende risultati immediati, ma auspica risposte frutto di riflessione sugli stimoli che l’intergruppo ha sollecitato e indica un nuovo metodo di relazione, alla luce dello spirito dell’equilibrio delle competenze definito nel Trattato di Lisbona appena inaugurato.
Un ultimo invito al Commissario e a tutti gli interlocutori, - quelli presenti e a coloro ai quali questo messaggio sarà recapitato -, discende dall’evoluzione propria della politica riguardante lo spazio. E’ ancora viva la eco del recente indirizzo del Presidente degli Stati Uniti d’America alla NASA circa gli obiettivi ambiziosi e di fantastica proiezione futura, nonché delle conseguenze ricadenti sugli obiettivi e necessità europee.
L’Europa non può non rispondere in maniera altrettanta formidabile, per lo meno e in termini di “vision” e deve predisporsi, a nome di tutti i cittadini europei, ad essere interlocutore unitario degli altri grandi protagonisti nello spazio che ci sovrasta e ci attende».
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